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Chi si occupa di dare valore alla luce viene avvolto dal compito ingrato e insieme santificatore dell’indagarne le caratteristiche e la modalità di azione. Quanto la fisica nella lettura della luce laser nel digitale, oltre alle ricadute di comprensione del reale dal processo visivo umano, coinvolgendo da un lato le neuroscienze, agli aspetti teorici dello studio dei quanti, abbia rivelato a tutti l’immagine del CD-ROM come strumento e immagine classica per gioire della musica, è una questione già complessa di per sé.

Mettere tale preferenza per l’amore della parte di sopra alla portata visiva nell’immagine di un dipinto e nell’arte richiede conoscenze ancor più profonde. Chissà il Beato Angelico, frate mancato, quali trasposizioni tecniche delle idee abbia trasmesso al suo allievo Benozzo Gozzoli per fare in modo che nella parete orientale della Cappella dei Magi, affresco su commissione per esaltare la grandeur e la classe dirigente fiorentina, quando le sfere della politica (in testa) e quella intellettuale (in coda) erano a contatto, presente a Palazzo Medici Riccardi, sede del Convegno istitutivo del Limes Club Firenze e nostra immagine di copertina, la brillantezza dei colori e i giochi di luce ci rendessero lo sguardo diretto di Lorenzo de’ Medici nelle vesti di un bambino aggraziato dai lunghi boccoli biondi. Una volta esistevano le scuole ed esistevano i maestri. Termini impegnativi. Ognuno nel suo percorso di studio e di lavoro ne incontra o pensa di incontrarne (fino agli inevitabili parricidi) così come importante è il legame del Limes Club Firenze con Limes – Rivista italiana di geopolitica, il Centro Interdipartimentale di Studi Strategici, Internazionali e Imprenditoriali (CSSII), la Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” e in generale tutto il territorio fiorentino. A dire il vero esistevano anche i magi, ma non imbrogliamo ancor di più la matassa.

magi_chapel_in_florence_pletone_and_other_humanists

Limes Club Firenze è lo spazio sferico dei temi della sicurezza, della geopolitica e dell’economia, con uno sguardo anche locale, che raccoglie competenze e prospettive diverse. Ecco la rilevanza del limes, del confine, in un mondo ibrido dove non esistono leoni aldilà della linea né linee rosse, per riprendere quanto detto nel nostro evento “Hybrid Warfare: nuovi conflitti per vecchi interessi”, dove il tutto è senza confini. Questo il mondo di oggi. Eppure la geopolitica ritorna ad avere la sua importanza, non solo teorica, nel processo decisionale nell’imbrigliamento geolocalizzato di grandi quantità di dati (Geointelligence) e nel mondo fisico di Google Maps e nel mondo virtuale negli snodi proxy, sebbene Internet non abbia limiti né ne ha lo spazio cibernetico, creato dall’uomo e quindi da lui direttamente modificabile. Come si adatterà la sfera della conflittualità a tali cambiamenti? E ancora: è questo il mondo di domani?

 

Marzio Di Feo

 

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