Intervista all’Ambasciatore italiano in Brasile Francesco Azzarello a cura di Isabella Noci

La Repubblica Federale del Brasile, con i suoi 8,5 milioni di km² di superficie, è lo stato geopoliticamente più importante di tutta l’America meridionale. È membro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sin dal 1945, della Comunità dei Paesi di lingua portoghese (CPLP), dell’Unione latina, dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS), dell’Organizzazione degli Stati ibero-americani (OEI), del Mercosur, oltre ad essere uno dei Paesi del G20 e dei BRICS. L’economia brasiliana è infatti la più grande a livello regionale e la nona a livello globale. 

L’intervista rilasciata dall’Ambasciatore italiano Francesco Azzarello ad Isabella Noci, redattrice di Limes Club Firenze per il Sud America, parla delle fondamentali relazioni del Brasile con l’Italia, attore economico e sociale di primissimo piano, e della sua crescente importanza sul palcoscenico internazionale. L’economia brasiliana, nelle parole dell’Ambasciatore Azzarello, è l’unica tra quelle dei paesi OSCE ad aver recuperato pienamente dalla recessione globale causata dalla pandemia. Il confronto con i Paesi OSCE è quantomai importante a seguito dell’annuncio fatto il 25 gennaio di quest’ anno, quando i membri del suo Consiglio hanno approvato all’unanimità l’invito al Brasile ad avviare il processo formale di partecipazione all’organizzazione. Questo traguardo è il coronamento un processo di avvicinamento iniziato già negli anni ’90 ed intensificatosi dal 2019. 

Il Brasile ha tante opportunità da cogliere nello scacchiere internazionale, soprattutto nell’attuale realtà cangiante degli equilibri internazionali, così come tante sono le opportunità da cogliere all’interno del suo mercato: non uno dei più facili, ma senza dubbio uno dei più affascinanti.

I: In un articolo del Sole 24 Ore del 10 dicembre 2021 il Brasile viene descritto come un “gigante dai piedi d’Argilla”[i]sebbene l’Economist, nel 2009, lo avesse definito come il paese più performante di tutta l’America Latina. Il Brasile, infatti, è passato dal settimo posto delle economie mondiali del 2012 (2.240 miliardi di dollari) al dodicesimo del 2020 (1.360 miliardi di dollari)[ii]. Ci può dare una sua interpretazione di questa definizione e parlarci di questa trasformazione? Qual è il peso effettivo del Brasile oggi, sia nel panorama regionale sia in quello internazionale?

A: Quinto paese al mondo per dimensione geografica e sesto per numero di abitanti, il Brasile rappresenta la principale nazione dell’America del Sud, sia per statura politica sia per rilevanza economica. “Superpotenza” regionale in ascesa pacifica, nel corso dell’ultimo decennio il paese ha alternato fasi di espansione a periodi di contrazione, come avvenuto nel biennio 2015-2016 e nel 2020, anno della pandemia. Al contempo, grazie ad un tessuto economico-industriale caratterizzato da una forte elasticità e, conseguentemente, capacità di assorbimento degli “shock” endogeni ed esogeni, le fasi di contrazione sono sempre state seguite da una ripresa economica. Ad esempio nel 2021. Dopo aver fatto registrare una contrazione del 3,9% del PIL nel 2020, secondo le più recenti ed accreditate previsioni nel 2021 il tasso di crescita dell’economia brasiliana dovrebbe attestarsi al 4,5%.  Qualora ciò dovesse essere confermato, se paragonata ai paesi OCSE, l’economia brasiliana sarebbe l’unica ad aver pienamente recuperato dalla recessione globale seguita allo scoppio della pandemia. Non possiamo non ricordare, fra le varie, l’approvazione di una legge diretta alla realizzazione di 19.000 km di nuove infrastrutture ferroviarie in partenariato con aziende private; la riforma del settore idrico-sanitario, con potenziali investimenti per oltre 100 miliardi di euro nei prossimi dieci anni; la privatizzazione parziale della società pubblica che gestisce il servizio postale nazionale e della maggiore società di produzione di energia elettrica del paese, la riduzione del 10% di dazi ad valorem su circa l’87% dei beni importabili nel paese fino al 31 dicembre 2022. È, infine, dello scorso 25 gennaio la notizia dell’inizio del processo di adesione del Brasile all’OCSE.

 I: Le relazioni tra Italia e Brasile sono state sempre molto intense, grazie anche alla presenza nel paese sudamericano di una consistente collettività italiana. Qual è oggi la direzione della politica estera italiana in Brasile ed in America Latina? E qual è la sua incidenza in termini politici e commerciali? Quali sono le realtà italiane più presenti e d’impatto sul territorio brasiliano?

A: I rapporti bilaterali tra Roma e Brasilia beneficiano dell’apporto positivo di una cospicua comunità italiana residente, con circa 680 mila iscritti AIRE e di circa 32 milioni di italo-discendenti. Beneficiamo di uno straordinario punto di forza nel lavoro quotidiano della rete diplomatico-consolare italiana in Brasile. La prossimità culturale ed i solidissimi legami, oramai plurisecolari, di sangue, rendono l’Italia un attore di riferimento di primissimo piano. A ciò si aggiunga una comunità di brasiliani in Italia in forte e veloce espansione, oggi pari a circa 150.000 persone. Anche per tali ragioni, in Brasile il Sistema Italia ha un peso rilevante. Secondo un censimento effettuato lo scorso anno dalla nostra Ambasciata in collaborazione con KPMG e GM Venture, nel paese sono attive 968 filiali e stabilimenti produttivi di aziende italiane, incluse numerose delle maggiori realtà industriali italiane: Stellantis, ad esempio, è il primo produttore automobilistico del Brasile, con una quota di mercato superiore al 30%; Tim Brasil detiene una quota di mercato di telefonia mobile di oltre il 23%, con 51 milioni di clienti e, già oggi, genera un fatturato superiore a quello di TIM Mobile Italia. Recentemente Tim Brasil si è inoltre aggiudicata un terzo delle frequenze “5G” più pregiate messe all’asta dal Governo brasiliano e sarà uno dei tre operatori telefonici a portare la nuova tecnologia di trasmissione dati su tutto il territorio nazionale. Enel Brasil è la prima società di distribuzione elettrica nel Paese, con oltre 17,1 milioni di clienti, nonché il principale investitore privato nel comparto energetico in Brasile, ed una importante attività in costante espansione nel settore delle rinnovabili.  Nell’ultimo anno e mezzo, Saipem ha ottenuto da Petrobras, la compagnia petrolifera statale, commesse per un totale di USD 2,455 miliardi. Presenti altresì con stabilimenti industriali Pirelli, Fassa Bortolo, Ferrero, oltre ad altre grandi realtà industriali del nostro Paese (ad es. il Gruppo Gavio, con la società Ecorodovias nel settore delle concessioni autostradali) e numerosissime PMI.

I: In relazione alla politica sui dazi doganali, può descrivere un quadro generale della situazione di come il commercio italiano risenta dei limiti all’importazione dei prodotti Made in Italy da parte del Brasile? Vi sono settori di mercato più colpiti di altri? È possibile, nonostante questo, sviluppare un commercio in maniera ottimale? 

A: Il 2021 è stato un anno estremamente positivo per le esportazioni italiane in Brasile. Secondo i dati forniti dal locale Ministero dell’Economia, nel 2021 il saldo della bilancia commerciale tra Italia e Brasile è infatti aumentato del 58,3% a nostro favore, raggiungendo il valore di USD 1,6 mld. In particolare, le esportazioni italiane hanno fatto registrare un aumento del 34,4% su base annua, con un valore di USD 5,4 mld. Tra esse, si segnala l’incremento delle vendite di macchinari ed apparecchiature elettriche (+34,7%, USD 2,2 mld), prodotti chimici e farmaceutici (+5,1%, USD 988 mln), mezzi di trasporto e ricambi (+82,4%, USD 590 mln), metalli e derivati del petrolio (+71,4%, USD 548 mln). In termini assoluti, il nostro Paese è il settimo esportatore in Brasile ed il secondo Paese UE dopo la Germania. Rispetto al 2020, l’Italia ha inoltre guadagnato due posizioni, superando Francia, Giappone e Corea del Sud ed essendo superato dalla Russia, principalmente a seguito delle crescite esponenziali delle vendite moscovite di fertilizzanti (+97,9%), combustibili ed olii minerali (+214,1%) e ferro e acciaio (+696,1%). Per poter coerentemente affrontare il mercato locale mi sento di voler raccomandare a tutti coloro che si affacciano per la prima volta sul Brasile di rivolgersi previamente ad un accreditato e competente consulente locale, preferibilmente italiano, essendo il Brasile un Paese complesso ove occorre muoversi con attenzione e cognizione di causa.

I: Quali sono, a suo avviso, le criticità ancora irrisolte e le problematiche aperte nella relazione bilaterale tra Italia e Brasile? 

A: Preferisco parlare di opportunità ancora da cogliere piuttosto che di criticità irrisolte. Sono sincero nell’ammettere che il Brasile rappresenta un partner di assoluta rilevanza per l’Italia con cui il dialogo è fluido e la collaborazione ottimale. Restano importanti possibilità da esplorare, soprattutto in ambito economico, per le aziende italiane che intendano investire, in un’indispensabile ottica di medio-lungo periodo, qui in Brasile, come già molti primari gruppi italiani fanno da tempo. Il mercato brasiliano non è per principianti ma, con la dovuta preparazione e competenza, riserva straordinarie soddisfazioni a chi saprà intercettare la domanda di una popolazione giovane, in crescita e con una naturale inclinazione alla domanda di Italia.


[i] Qui l’articolo di riferimento: https://www.ilsole24ore.com/art/brasile-gigante-piedi-d-argilla-economia-recessione-tecnica-e-stagflazione-AExkwO1

[ii] Cfr. https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/storia-del-g20-un-paese-alla-volta-brasile-29765

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