Gli USA e la geopolitica del “Nessun Ripensamento”

CRISTIAN MORELLI | Non sono passati tre mesi che la nuova amministrazione democratica americana ha già confermato molte delle policy dell’ex Presidente Trump: nessun ripensamento verso gli enormi vantaggi offerti allo Stato di Israele, massima pressione sull’Iran per la questione nucleare e sulla Cina per la questione commerciale. Notoriamente nel passaggio di consegne da un Presidente all’altro la politica estera non subisce quasi alcun effetto, e di fatti è possibile notare la stessa cosa anche adesso. Quali sono le convenienze geopolitiche degli USA per mantenere ciò che è già stato creato? E ciò come impatterà sul futuro della propria strategia geopolitica nei prossimi quattro anni?

Il disgelo tra USA e Cina è ancora lontano: a dimostrarlo è il summit della discordia in Alaska

RITA MIRCHIONI | I colloqui ad Anchorage (Alaska) tra il Segretario USA Antony Blinken e la diplomazia cinese si trasformano in un reciproco scambio di accuse, con tanto di rissa diplomatica davanti alle telecamere di tutto il mondo. Ora è chiaro: con Biden al posto di Trump, Usa e Cina restano nemici. Tuttavia, fonti americane hanno assicurato che i successivi colloqui a porte chiuse sono stati più seri e rispettosi.

Come perdere un’elezione presidenziale

ANGELICA MARCANTONE | Manca davvero poco al 20 gennaio 2020 e Donald Trump cavalca l’onda della cospirazione. Sebbene il Election Day sia ormai lontano, il tycoon non si è ancora deciso a concedere la vittoria al neo presidente eletto. Fonti di stampa riferiscono che stia ancora cercando di convincere i deputati dei congressi dei diversi Stati in cui non ha raggiunto la maggioranza a non certificare la vittoria a Joe Biden e a nominare dei grandi elettori disposti a votarlo. Il Washington Post ha parlato espressamente di «an unprecedented subversion of democracy», mentre il New York Times ne ha definito la strategia come «una notevole intrusione nella politica locale».

Tra pandemia, razzismo e crisi della democrazia

La pandemia ha evidenziato una crisi sanitaria ed economica che si accompagna ad un aggravamento della crisi democratica già in atto. Per questo acquista più importanza la ribellione di alcuni gruppi che non si arrendono a quello che sembra un destino ineluttabile.

USA-Israele: l’”Accordo del Secolo” in nome di un legame biblico

Nell’anno delle elezioni per la corsa alla Casa Bianca, il Presidente Trump ha firmato il 28 gennaio 2020, insieme al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la nuova strategia americana per il Medio Oriente o, per meglio dire, un accordo per la soluzione al conflitto israelo-palestinese. Il testo, acclamato come l’“Accordo del Secolo”, prevede il riconoscimento ufficiale da parte degli USA dei territori occupati da parte di Israele nel 1967 in seguito alla Guerra dei Sei Giorni.

Stati Uniti contro Cina: il gioco di due grandi potenze

Dopo il lungo periodo definito da alcuni il “Secolo Americano”, caratterizzato da un assetto unipolare nato a seguito del crollo dell’Unione Sovietica, possiamo parlare di un nuovo bipolarismo tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese? L’innegabile trasformazione della Cina, da paese agricolo sottosviluppato a grande attore dell’economia e della politica mondiale, sfida il predominio militare e tecnologico, strategico ed economico consolidato di un’America “gendarme” non solo dell’emisfero occidentale, ma anche di quello orientale.

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