Come perdere un’elezione presidenziale

ANGELICA MARCANTONE | Manca davvero poco al 20 gennaio 2020 e Donald Trump cavalca l’onda della cospirazione. Sebbene il Election Day sia ormai lontano, il tycoon non si è ancora deciso a concedere la vittoria al neo presidente eletto. Fonti di stampa riferiscono che stia ancora cercando di convincere i deputati dei congressi dei diversi Stati in cui non ha raggiunto la maggioranza a non certificare la vittoria a Joe Biden e a nominare dei grandi elettori disposti a votarlo. Il Washington Post ha parlato espressamente di «an unprecedented subversion of democracy», mentre il New York Times ne ha definito la strategia come «una notevole intrusione nella politica locale».

Tra pandemia, razzismo e crisi della democrazia

La pandemia ha evidenziato una crisi sanitaria ed economica che si accompagna ad un aggravamento della crisi democratica già in atto. Per questo acquista più importanza la ribellione di alcuni gruppi che non si arrendono a quello che sembra un destino ineluttabile.

USA-Israele: l’”Accordo del Secolo” in nome di un legame biblico

Nell’anno delle elezioni per la corsa alla Casa Bianca, il Presidente Trump ha firmato il 28 gennaio 2020, insieme al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la nuova strategia americana per il Medio Oriente o, per meglio dire, un accordo per la soluzione al conflitto israelo-palestinese. Il testo, acclamato come l’“Accordo del Secolo”, prevede il riconoscimento ufficiale da parte degli USA dei territori occupati da parte di Israele nel 1967 in seguito alla Guerra dei Sei Giorni.

Stati Uniti contro Cina: il gioco di due grandi potenze

Dopo il lungo periodo definito da alcuni il “Secolo Americano”, caratterizzato da un assetto unipolare nato a seguito del crollo dell’Unione Sovietica, possiamo parlare di un nuovo bipolarismo tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese? L’innegabile trasformazione della Cina, da paese agricolo sottosviluppato a grande attore dell’economia e della politica mondiale, sfida il predominio militare e tecnologico, strategico ed economico consolidato di un’America “gendarme” non solo dell’emisfero occidentale, ma anche di quello orientale.

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