Il disgelo tra USA e Cina è ancora lontano: a dimostrarlo è il summit della discordia in Alaska

RITA MIRCHIONI | Le relazioni diplomatiche e politiche tra USA e Cina, dall’inizio della pandemia ad oggi, sono state travagliate. Così Joe Biden, il nuovo Presidente degli Stati Uniti, si prepara ad affrontare il tema che ritiene più importante in politica estera: i rapporti con la Cina. Lo fa attraverso una videoconferenza tenuta in Alaska, ad Anchorage, in cui hanno partecipato, per la parte americana, Anthony Blinken, il Segretario di Stato, e Jake Sullivan, il consigliere per la Sicurezza nazionale; per parte cinese, Yang Jiechi, un membro del Politburo e Wang Yi, il Ministro degli Esteri. La riunione tra le due delegazioni era molto attesa perché avrebbe determinato il susseguirsi futuro dei rapporti dopo quattro anni di guerra commerciale e di relazioni tese tra la Cina e l’amministrazione Trump [i].

Durante il summit, Antony Blinken ha posto il tono – gelido – sugli scambi sino-statunitensi, sottolineando che il rapporto con la Cina “sarà competitivo quando sarà necessario, collaborativo quando potrà esserlo e antagonista quando sarà necessario” [ii]. Inoltre, il Segretario di Stato ha espresso l’intenzione di discutere diverse questioni delicate, dalla situazione in Xinjiang, Hong Kong e Taiwan, ai cyber-attacchi contro gli Usa, fino alla coercizione economica nei confronti degli alleati di Washington; tutte azioni che – ha ribadito – costituiscono “profonde preoccupazioni” [iii]. A proposito delle violazioni sui diritti umani ai danni della minoranza musulmana uigura, ha infatti dichiarato che queste “minacciano l’ordine fondato sulle regole e sulla stabilità globale” [iv]. 

Dura è stata la risposta della Cina, che ha trasformato quello che era stato definito un “restart summit” [v] in un infuocato scambio di accuse e critiche [vi]:”Pensavamo troppo bene degli Stati Uniti. Pensavamo che gli Stati Uniti avrebbero seguito il protocollo diplomatico”, ha ribattuto Yang Jiechi parlando senza sosta per quindici minuti. “Questo – gli ha fatto eco il Ministro degli Esteri Wang Yi – non è il modo di trattare gli ospiti”[vii]. La delegazione cinese si aspetta, infatti, che Washington abbandoni “le vecchie abitudini egemoniche statunitensi e smetta di interferire nelle questioni interne della Cina” [viii].

Blinken di conseguenza ha siglato come teatrale la posizione di Pechino, affermando che la delegazione cinese “sembra essere arrivata con l’intento di mettersi in mostra, concentrata sulla teatralità rispetto alla sostanza” [ix]. Yang ha, da parte sua, ribaltato le accuse sui diritti umani, denunciando il livello molto basso della situazione negli USA stessi, dove sono soprattutto gli afroamericani ad essere “massacrati”. Queste ultime parole rievocano quelle del presidente russo Vladimir Putin, con il quale Biden oggi sembra voler smorzare le tensioni dopo averlo definito un assassino. Inoltre, Yang ha minacciato “azioni decise” contro “l’interferenza americana”, invitando gli Stati Uniti a smetterla con la mentalità “da Guerra Fredda” e con una contrapposizione che ha danneggiato anche gli Usa [x].

Probabilmente i cinesi si aspettavano di essere accusati e, quindi, erano preparati a controbattere. Ad aggravare la situazione, appena pochi giorni prima del summit, l’amministrazione americana aveva approvato sanzioni economiche contro 24 funzionari cinesi per il loro intervento nella riduzione delle libertà democratiche a Hong Kong, cosa che ha contribuito a rendere il clima dell’incontro ostile.

La Cina, pertanto, ha risposto limitando l’uso dei veicoli elettrici Tesla per il personale dell’esercito, delle imprese statali e di agenzie chiave per motivi di sicurezza, evocando il timore che i sensori delle auto possano registrare immagini e fornire altri dati sull’uso delle vetture, informazioni personali sui conducenti e la lista dei contatti telefonici sincronizzati con le auto [xi].

D’altra parte, l’incontro di Anchorage segna un cambio di passo nei rapporti con Pechino: l’amministrazione americana mantiene fermo il punto sulle questioni importanti seppur rendendosi disponibile a dialogare con la controparte, mentre la Cina rifiuta di scendere a compromessi su ciò che ritiene questioni di sovranità e sicurezza nazionale [xi].

I successivi colloqui a porte chiuse sarebbero avvenuti nei giorni seguenti in un clima più disteso: uno stretto collaboratore della Casa Bianca ha sottolineato come siano stati costruttivi e più seri, ma non si è potuto nascondere ciò che era accaduto ad Anchorage. Uno scontro – riporta Washington – che si è fatto notare anzitutto per la determinazione di Pechino: ha ignorato una tradizione che, in passato, l’ha vista adottare in pubblico atteggiamenti più distaccati.

Al momento, però, l’unico argomento di possibile intesa sembra essere il clima. All’orizzonte c’è la possibilità di un incontro, il mese prossimo, tra il presidente Usa Joe Biden e l’omologo cinese, Xi Jinping. 

Com’era prevedibile, il meeting di Anchorage ha visto Cina e Stati Uniti scontrarsi sulle proprie differenze. Il margine per il dialogo era già ridotto in partenza a causa dei presupposti dell’incontro: la discussione su temi come diritti umani e libertà democratiche lasciava, infatti, poco spazio per una negoziazione, soprattutto dal punto di vista di Pechino. L’attenzione verso il clima e l’ambiente potrebbe continuare ad essere il tema cuscinetto di questi summit. Tuttavia, questa volta, l’asso ‘green’ per attenuare le relazioni tra i due Stati potrebbe non essere sufficiente.


Immagine: https://piccolenote.ilgiornale.it/50272/anchorage-usa-cina

[i] https://www.ilpost.it/2021/03/19/cina-stati-uniti-alaska-blinken/

[ii] https://www.startmag.it/mondo/la-cina-pensa-di-aver-gia-vinto-la-partita-contro-biden-report-le-monde/

[iii] https://www.startmag.it/mondo/la-cina-pensa-di-aver-gia-vinto-la-partita-contro-biden-report-le-monde/

[iv] https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cina-la-questione-uigura-nello-xinjiang-23987

[v] https://www.repubblica.it/esteri/2021/03/19/news/usa_accusano_cina_di_demagogia_e_replica-292882224/

[vi] https://www.ilpost.it/2021/03/19/cina-stati-uniti-alaska-blinken/

[vii] https://www.ilpost.it/2021/03/19/cina-stati-uniti-alaska-blinken/ 

[viii]https://www.affaritaliani.it/esteri/usa-cina-il-summit-in-alaska-un-fiasco-con-biden-niente-disgelo-729737.html  

[ix]https://www.affaritaliani.it/esteri/usa-cina-il-summit-in-alaska-un-fiasco-con-biden-niente-disgelo-729737.html

[x] https://www.laregione.ch/estero/estero/1500053/usa-cinese-cina-alaska-stati-biden-accuse

[xi] https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/attualita/2021/03/19/wsj-cina-limita-uso-auto-tesla-timori-legati-a-sicurezza_04f6cc7c-d201-4bea-af23-4773eeb8a295.html[xii] https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/usa-cina-chi-ben-comincia-29690

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