La crescita della popolazione musulmana in Europa: l’effetto dei flussi migratori.

Negli ultimi anni l’Europa è stata meta di un grande numero di richiedenti asilo e migranti regolari provenienti prevalentemente da paesi di religione musulmana. Questa prorompente ondata di persone di fede islamica verso il Vecchio Continente, che ha coinciso con una fortissima crisi economico-finanziaria e una dirompente avanzata dell’euroscetticismo, ha inevitabilmente portato il tema dell’immigrazione, collegato a quello della sicurezza e della lotta al terrorismo islamico, al centro del dibattito politico europeo, tanto a livello nazionale quanto a livello sovranazionale, fino al punto da mettere addirittura in discussione lo stesso acquis di Schengen. In particolare, una delle principali questioni è l’impatto che tale fenomeno migratorio avrà nel breve e nel lungo periodo sulla crescita della popolazione musulmana in Europa dal punto di vista politico, economico e sociale. Nel report “Europe’s Growing Muslim Population”, pubblicato il 10 novembre 2017, il Pew Research Center ha stimato l’entità e la provenienza dei maggiori flussi migratori diretti verso i paesi del continente europeo (membri dell’Unione europea, Svizzera e Norvegia) nel periodo tra la metà del 2010 e quella del 2016, evidenziando come la principale professione di fede dei migranti fosse la religione islamica. In tale arco temporale, il report ha infatti stimato un notevole incremento della popolazione musulmana, che sarebbe passata all’incirca da 19,5 a 25,8 milioni di persone, rappresentando quindi un aumento dal 3,8% al 4,9% della popolazione totale del continente. Tali dati permettono di ipotizzare diversi scenari a seconda dei futuri livelli di migrazione, fatti salvi quelli precedenti e ricordando che l’Islam è già una religione minoritaria ma significativa in alcuni paesi europei.

L’origine dei recenti flussi migratori verso il Vecchio Continente contribuisce a spiegare la significativa crescita della popolazione musulmana degli ultimi anni. Se consideriamo complessivamente sia l’afflusso dei rifugiati che quello dei migranti regolari, la Siria si colloca al primo posto quale paese di provenienza dei flussi migratori verso l’Europa: nel periodo in questione, circa 710.000 siriani si sono diretti verso l’Europa, il 94% dei quali (circa 670.000 persone) in qualità di rifugiati, fuggendo dalla guerra civile in loco, dalle violenze sistematiche compiute dal Daesh e in generale dagli altri conflitti locali che ormai da molti anni stanno insanguinando il paese mediorientale e le aree limitrofe. La stragrande maggioranza dei richiedenti asilo siriani si è vista riconoscere lo status di rifugiato da parte dei vari paesi europei, dal momento che, secondo il diritto internazionale, la sicurezza del paese di origine dell’individuo costituisce il principale criterio di concessione della richiesta di asilo (per quanto riguarda la legislazione dell’Unione europea, si veda la Direttiva 2004/83/CE del Consiglio dell’Unione europea del 29 aprile 2004). Inoltre, la Siria detiene anche il primato di principale paese d’origine dei migranti di fede islamica verso l’Europa (sia rifugiati che migranti regolari): il 91% dei circa 710.000 migranti siriani è infatti musulmano (circa 650.000 persone). Gli altri maggiori paesi d’origine dei migranti che professano tale fede sono rispettivamente Marocco, Pakistan Bangladesh e Iran, che nel complesso costituiscono più di 1 milione di persone e che, a differenza dei siriani, sono arrivati in qualità di migranti regolari. Afghanistan ed Iraq seguono la Siria quali principali paesi di provenienza dei rifugiati nel continente europeo (rispettivamente circa 180.000 e 150.000 persone): anche in questo caso, la stragrande maggioranza sono di fede islamica (rispettivamente il 100% e il 92%). Per quanto riguarda invece la categoria generale dei migranti, l’India si colloca al secondo posto tra i paesi di provenienza: nel periodo preso in esame, circa 480.000 indiani sono giunti nel continente europeo, dei quali solo una piccola parte in qualità di rifugiati e solo il 15% di fede islamica.

ORIGINE DEI MIGRANTI (2010-2016)

Paese Persone (n) Musulmani (%)
Siria 710.000 91
India

480.000

15
Marocco 370.000 100
Pakistan

280.000

96
Bangladesh

250.000

95
Stati Uniti

240.000

1

Cina

240.000

2

Iran

220.000

97

Nigeria

190.000

23

Sri Lanka

190.000

10

Nota: le stime non includono quei richiedenti asilo ai cui non si prevede che venga riconosciuto uno status legale per rimanere in Europa.
Fonte: stime del Pew Research Center.

 

ORIGINE DEI RIFUGIATI (2010-2016)

Paese Persone (n) Musulmani (%)
Siria 670.000 91
Afghanistan 180.000 100
Iraq 150.000 92
Eritrea 120.000 37
Somalia 60.000 100
Iran 50.000 96
Pakistan 30.000 96
Nigeria 20.000 44
Russia 20.000 8
Sudan 20.000 91
Nota: le stime non includono quei richiedenti asilo ai cui non si prevede che venga riconosciuto uno status legale per rimanere in Europa.
Fonte: stime del Pew Research Center.

 

ORIGINE DEI MIGRANTI REGOLARI (2010-2016)

Paese

Persone (n)

Musulmani (%)
India

470.000

15
Marocco

360.000

100
Pakistan

250.000

96
Stati Uniti

240.000

1
Bangladesh

240.000

96
Cina

230.000

2

Sri Lanka

180.000

10

Libia

180.000

97

Iran

170.000

98

Nigeria

170.000

20

Nota: le stime non includono quei richiedenti asilo ai cui non si prevede che venga riconosciuto uno status legale per rimanere in Europa.
Fonte: stime del Pew Research Center.

 

Alla luce di questi dati, non è un caso quindi che la Siria sia stata (e continui ad essere) uno dei principali destinatari delle politiche europee volte ad arginare i flussi migratori verso il vecchio continente: in questo senso, si spiega infatti da parte europea la firma dell’Accordo Unione Europea-Turchia del 18 marzo 2016 (entrato in vigore il 20 marzo dello stesso anno), che ha permesso di chiudere definitivamente la cosiddetta rotta balcanica, attraverso la quale, secondo Frontex, nel solo 2015 avevano transitato circa 764.000 persone. A prescindere dalla professione di fede o status, circa 7 milioni di persone – tra rifugiati e migranti regolari – sono giunti in Europa nel periodo compreso tra la metà del 2010 e lo stesso periodo del 2016: di questi, circa il 53% è di religione islamica (circa 3,7 milioni di persone), contro circa il 47% di non musulmani (circa 3,3 milioni). Storicamente, i flussi migratori verso il continente europeo sono sempre stati composti da migranti regolari, se si esclude la parentesi degli anni tra il 1991 e il 1995, in cui l’Europa fu investita da un forte afflusso di richiedenti asilo proveniente dai territori dell’ex Jugoslavia, in primis come conseguenza della Guerra di Bosnia del 1992-1995. Questa tendenza si è mantenuta anche nel periodo preso in esame: circa due terzi di tutti i migranti di fede islamica arrivati tra la metà del 2010 e quella del 2016 sono infatti migranti regolari e non rifugiati, sebbene a partire dal 2014 si sia registrato un forte aumento del numero di rifugiati verso l’Unione europea, la Svizzera e la Norvegia. Nel complesso, nell’intero periodo in questione sono arrivati nel continente europeo circa 1,6 milioni di rifugiati, dei quali circa il 78% (circa 1,3 milioni di persone) di fede islamica: la maggior parte di tali migranti proviene infatti da paesi a maggioranza musulmana e segnati da ormai lunghi conflitti, fattore che rende il riconoscimento dello status di rifugiato da parte dei paesi europei estremamente frequente. I diversi scenari ipotizzabili sulla crescita della popolazione musulmana in Europa sono chiaramente dipendenti dai futuri livelli di migrazione, a loro volta strettamente collegati alle future condizioni politico-economico-sociali dei paesi di provenienza, oltre che dalla tipologia e dall’efficacia delle politiche migratorie che verranno adottate tanto dai singoli Stati europei quanto dall’Unione europea nel suo complesso. A tali fattori si sommano l’alto tasso di fertilità della popolazione musulmana che risiede in Europa (che si contrappone al basso tasso di quella non musulmana) e la capacità dell’Islam di attrarre a sé nuovi fedeli tra la popolazione non islamica del continente europeo.

PERCENTUALE DEI MUSULMANI PER STATUS (2010-2016)

Status

Musulmani (%)

Non musulmani (%)

Migranti

53

47

Regolari

46

54

Rifugiati

78

22

Nota: le stime non includono quei richiedenti asilo ai cui non si prevede che venga riconosciuto uno status legale per rimanere in Europa.
Fonte: stime del Pew Research Center.

 

Il punto di partenza di tali proiezioni è rappresentato dalla stima citata in precedenza, che prefigura circa 25,8 milioni di musulmani nel Vecchio Continente a metà 2016. In uno scenario a zero immigrazione futura, si stima che la popolazione musulmana in Europa aumenterà di circa 10 milioni di unità entro il 2050 (circa il 7,4 % della popolazione totale). Tale dato trova le sue fondamenta nell’attuale tasso di fertilità ed in quello stimato per i prossimi decenni, oltre che nella giovane età dei musulmani residenti in Europa, nettamente inferiore rispetto a quella degli altri gruppi religiosi e non credenti. In uno scenario a media immigrazione, basato sul mantenimento del recente tasso di migrazione regolare verso il continente europeo nei prossimi decenni, ma senza più ulteriori richiedenti asilo, si stima che la popolazione musulmana in Europa arriverà a contare circa 58 milioni di unità nel 2050 (circa l’11,2% della popolazione totale). Infine, in uno scenario ad alta immigrazione, basata sul mantenimento del recente tasso di migrazione da parte sia dei migranti regolari che dei rifugiati, si stima che la popolazione musulmana in Europa aumenterà fino a raggiungere circa 75 milioni di unità nel 2050 (circa il 14% della popolazione totale).

TRE SCENARI IPOTIZZATI SULLA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE MUSULMANA IN EUROPA PER IL 2050 (ZERO, MEDIA E ALTA IMMIGRAZIONE)

Religione

2010

2016 2050

(Zero)

2050

(Media)

2050

(Alta)

Musulmani

19.520.000

25.770.000 35.770.000 57.880.000 75.550.000
Altri

495.280.000 495.060.000 459.070.000 459.070.000

463.040.000

Totale

514.810.000 520.830.000 481.690.000 516.950.000

538.600.000

Nota: le stime non includono quei richiedenti asilo ai cui non si prevede che venga riconosciuto uno status legale per rimanere in Europa.
Fonte: stime del Pew Research Center.

 

Appare quindi evidente che la crescita della popolazione musulmana in Europa nei prossimi decenni dipenderà in larga parte dai futuri livelli di migrazione, dal momento che, sebbene in tutti e tre gli scenari ipotizzati il numero di credenti musulmani sia destinato ad aumentare, tale crescita è particolarmente significativa se accompagnata appunto da un grado di migrazione medio-alto. Predire i futuri livelli di migrazione verso l’Europa è pressoché impossibile, dal momento che entrano in gioco una miriade di variabili politico-economico-sociali difficilmente inquadrabili e prevedibili anche nel solo breve periodo; tuttavia, le stime rilevate dal Pew Research Center hanno permesso di ipotizzare diversi scenari di lungo periodo in cui l’afflusso di migranti di fede islamica risulta essere un fattore determinante per l’aumento della popolazione musulmana nel Vecchio Continente.

 

Bibliografia:

 

Luca Galantini

 

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