Italia oggi: ha senso parlare di strategia?

Mentre, chiusi in casa, si assiste inermi al dolore causato da un nemico invisibile, stringendosi al cordoglio e alla dolenza di chi ci ha lasciati[1], e mentre la mente fatica ad abituarsi al funesto quotidiano conteggio delle statistiche, si staglia sullo sfondo una cortina. La cortina non è certo quella di ferro[2], semmai il fumino dei pop-pop, i petardini da ballo per capirsi, e si manifesta con tutta quella infinita serie di accuse[3], rilanci, minacce, notizie false[4], accidenti e paure[5], che dall’inizio dell’emergenza vengono elargite alla politica, ai gestori dell’emergenza, alle persone (quando untori), ai singoli soggetti, tanto da porre anche nelle più salde e libere menti il beneficio del dubbio: “chi vuol esser lieto sia: del doman non v’è certezza!”[6]. Eppure, è importante oggi come mai prima d’ora porre attenzione alla possibile direzione del sistema-Paese. Una delle questioni più pressanti, sia per il breve sia per il lungo periodo, è legata alla riapertura delle attività produttive, che però a sua volta va relazionata direttamente alla questione sanitaria. In poche parole, una riapertura in breve termine di queste attività potrebbe portare a nuova diffusione dell’epidemia, comportando un impegno ancora maggiore del sistema sanitario per garantire nuovi posti in terapia intensiva e di fatto, nel caso in cui si ammalassero in massa, la forza lavoro risulterebbe drasticamente ridotta, dunque il sacrificio vano.

In tal senso, da un punto di vista strategico, in Italia la situazione odierna pare piuttosto complicata ed il continuo dislocamento in direzioni opposte dei prodotti dell’intelletto umano (i pop-pop sopra citati) non favorisce la produzione di una base scientifica per poter agire: “E che giova aver tesoro, s’altro poi non si contenta?”[7]. A discapito di qualsiasi struttura amministrativa, va detto che non si può prevedere con certezza scientifica l’impatto reale che un’eventualità come quella della pandemia[8] che stiamo affrontando può avere su sistemi economici fortemente integrati o sulla società. A tal proposito, è bene ricordare come spesso tale condizione venga indicata nei manuali di intelligence e strategia come “Black Swan”, il famoso cigno nero[9]. Dunque, si spiega come anche la politica – almeno nei Paesi ad ordinamento democratico e liberale – faccia fatica a fornire tutti gli strumenti necessari in tempo reale. Inoltre, la questione è endemica laddove si debba garantire la disponibilità di ingenti risorse, stanti pregresse contingenze economiche negative[10].

In questo contesto, la politica potrebbe addirittura apparire come screditata quale strumento adeguato alla gestione di una situazione di crisi, tanto da incorrere essa stessa in una crisi – per altro ciò è vero per una pandemia quanto per un altro disastro – con naturale conseguenza l’apparizione di un Deus ex machina, un tecnico, un esperto oltre la politica, capace di confortare il popolo, calmare i mercati, far quadrare i conti e dare soluzioni scientifiche[11]. Eppure, a questo va aggiunto che la pandemia è tale, che molti paesi del mondo affrontano condizioni sanitarie simili, e che, mentre in Europa si prospetta l’utilizzo di strumenti comunitari per fronteggiare le problematiche economiche, allo stesso tempo necessità specifiche regionali fanno emergere visioni distanti fra i vicini europei su come rendere oggettivi gli strumenti per risolvere problematiche[12]. Per completare il quadro, si deve guardare l’insieme della situazione interna ed esterna: dall’interno si deve salvaguardare la salute pubblica, assicurando le condizioni per non sprofondare nel baratro della recessione, alimentando quindi la speranza di una pronta ripresa della produzione, puntando però sulla tenuta del tessuto sociale[13], dal canto suo per forza impreparato a penare – per quanto chi scrive non ritiene né educato né saggio creare un parallelo con il Secondo Dopoguerra, come invece è stato fatto.

Se le questioni economiche potranno essere gestite in positivo con misure specifiche[14], al netto dei condizionamenti esterni e delle trattative a livello europeo, resta il problema della strategizzazione del sistema-Paese italiano, ossia garantire continuità con i progetti di lungo periodo del passato prossimo, forzatamente ed in maniera inaspettata modificati dal corso degli eventi. Per di più, questa crisi ci ha ricordato come l’Italia sia la più bella donna del mondo, e spesso la sua ammaliante bellezza la pone nella scomoda posizione di essere contesa fra più amanti[15], godendo nel vezzeggiare[16], ma che si troverà poi a dover scegliere un solo compagno per il prossimo futuro: “Madamina, il catalogo è questo”[17].

Certo dunque, sebbene non si prospettino sconvolgimenti, si faranno i conti con gli investimenti in “potere morbido” perpetrati negli ultimi anni a livello internazionale: si verificherà se c’è stata una strategia esterna comune a tutti i governi, si discuterà della tenuta degli accordi presi[18], se ne delineeranno altri, si creeranno nuovi assetti strategici legati agli assetti economici. Tutto però ad una condizione, ossia che i modelli di analisi utilizzati siano esatti: non sarebbe la prima volta che una previsione economica, specialmente riferita all’Italia, venga disattesa dalla realtà, forte delle tradizioni specifiche ed uniche del Paese, alla capacità probabilmente innata di sapersi rinnovare e reinventare degli abitanti e dunque alle peculiarità specifiche della Nazione che è parte proprio di quel sistema-Paese di cui sopra. E in questo si deve forse sperare.

 

A cura di Francesco Cappelletti

 

Note:

[1] I dati sempre aggiornati disponibili su: http://www.protezionecivile.gov.it/attivita-rischi/rischio-sanitario/emergenze/coronavirus

[2] http://www.treccani.it/enciclopedia/cortina-di-ferro/

[3] https://www.quotidiano.net/politica/coronavirus-regioni-governo-1.5061523

[4] https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-dati-reali-e-fake-news-e-sole-24-ore-quotidiano-piu-affidabile-ADEVPMG

[5] https://www.secoloditalia.it/2020/01/cosi-assaltano-la-nostra-economia-con-le-manovre-dei-servizi-segreti-stranieri-allarme-dal-copasir/2/

[6] L. De Medici, detto “il Magnifico”, “Canzona di Bacco”, carnevale del 1490, Firenze, http://www.treccani.it/magazine/strumenti/una_poesia_al_giorno/07_22_Medici_Lorenzo_de.html

[7] Ibid. L. De Medici, 1490

[8] http://www.euro.who.int/en/health-topics/health-emergencies/coronavirus-covid-19/news/news/2020/3/who-announces-covid-19-outbreak-a-pandemic

[9] https://www.macmillandictionary.com/dictionary/british/black-swan

[10] Notizie sempre aggiornate in merito: https://argomenti.ilsole24ore.com/parolechiave/debito-pubblico.html

[11] https://www.huffingtonpost.it/entry/10-motivi-per-draghi-premier-da-ora_it_5e7f2437c5b6256a7a2b5de2

[12] https://www.france24.com/en/20200328-french-president-macron-expresses-solidarity-with-italy-says-europe-must-not-be-selfish

[13]https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/03/27/news/coronavirus_sud_supermercati-252506550/

[14] https://www.corriere.it/economia/finanza/20_marzo_27/coronabond-ecco-cosa-sono-perche-conte-li-chiede-ue-28a9a96c-7002-11ea-82c1-be2d421e9f6b.shtml

[15] https://asiatimes.com/2020/03/china-brings-hope-to-italy-while-eu-turns-its-back/

[16] https://www.euractiv.com/section/global-europe/news/from-russia-with-love-putin-sends-aid-to-italy-to-fight-virus/

[17] W.A. Mozart, su libretto di G. Da Ponte, nell’opera “Don Giovanni”, K. 527: Atto primo. Aria “Madamina, il catalogo è questo” (Leporello); https://www.youtube.com/watch?v=INF9r5jju0A

[18] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2019/11/04/xi-invita-di-maio-al-tavolo-dei-leader_6c1003d2-0bfa-4721-becf-deabb25d0be1.html

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