Il disgelo tra USA e Cina è ancora lontano: a dimostrarlo è il summit della discordia in Alaska

RITA MIRCHIONI | I colloqui ad Anchorage (Alaska) tra il Segretario USA Antony Blinken e la diplomazia cinese si trasformano in un reciproco scambio di accuse, con tanto di rissa diplomatica davanti alle telecamere di tutto il mondo. Ora è chiaro: con Biden al posto di Trump, Usa e Cina restano nemici. Tuttavia, fonti americane hanno assicurato che i successivi colloqui a porte chiuse sono stati più seri e rispettosi.

I partiti populisti di destra nell’Ue: successo, tratti comuni e reazione alla crisi del COVID-19

GIULIA MAINI | Nell’Unione europea, negli ultimi 20 anni i consensi verso i partiti populisti di destra sono aumentati rapidamente. Parte di questa crescita deriva dalle numerose crisi che l’Unione ha dovuto fronteggiare e che hanno portato a una perdita di fiducia nelle istituzioni. Ma con l’arrivo della pandemia quale potrebbe essere il destino della destra populista? I consensi continueranno ad aumentare?

L’eredità geopolitica di Trump in Sud e Centro America

ISABELLA NOCI | Non appena si è insediato alla Casa Bianca, Joe Biden ha messo mano a molte decisioni geopolitiche e strategiche relative all’America Latina operate da Donald Trump. Dagli accordi sui migranti provenienti dall’America Centrale alla riapertura diplomatica verso Cuba, passando per la decisione di interrompere la costruzione del muro con il Messico: dove vuole andare il nuovo Presidente Usa?

L’idea di mondo musulmano: realtà o illusione geopolitica?

VANNI ROSINI | L’idea di mondo musulmano inteso come entità culturale, religiosa e geopolitica coesa e organica al proprio interno dà forma a studi, pubblicazioni e discorsi di leader politici. Questa idea, strutturatasi nell’età della globalizzazione imperiale del XIX secolo, si è articolata seguendo un processo alterno e contraddittorio che ha progressivamente rivelato la sua illusoria natura di repertorio di simboli e discorsi contingenti, incapaci di incidere significativamente sul piano geopolitico e strategico.

Il ruolo del Sudan nel processo di normalizzazione con Israele

LORENZO VILLANI | La caduta del regime autoritario di Omar al-Bashir ha rappresentato un punto di discontinuità nella storia del Sudan. Dal 2019, infatti, il Paese è tornato ad affacciarsi sul panorama globale. Tale ritorno sulla scena internazionale è caratterizzato da molteplici peculiarità e sfide che il Sudan è chiamato ad affrontare. Fra queste, il processo di ricostruzione di una rete di legami internazionali rappresenta una componente fondamentale. Il governo di transizione, chiamato a guidare il Paese nella fase post-rivoluzionaria, ha iniziato a muovere i primi passi inserendosi all’interno del processo di normalizzazione con Israele. Tale processo, però, mostra numerose ambivalenze e contraddizioni che emergono soprattutto in rapporto al tessuto sociale e al contesto storico del Paese.

La politica estera della Turchia dal kemalismo al neo-ottomanesimo

CHIARA CORRADI | L’azione estera turca nella regione mediterranea e medio-orientale sorprende per l’inedita assertività e, soprattutto, perché rischia di alienare il paese dagli alleati occidentali e di isolarlo vis-à-vis gli altri attori dell’area. Il cambiamento di rotta turco però non è casuale né risponde a velleità particolari di Erdogan, ma fa parte di una visione strategica più ampia. La Turchia sogna di riacquistare un peso internazionale in un mondo oggi caotico, multipolare e molto diverso da quel che era alla fine della Guerra Fredda.

La ricostruzione in Siria – Intervista a Lorenzo Trombetta a cura di Beatrice Gori

Il 15 marzo 2021 ricorre il decimo anniversario dall’inizio delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad e lo scoppio della guerra. Il conflitto non è oggi ancora concluso e la Siria vede sul suo territorio la presenza di numerose forze statuali e non statuali. Con Lorenzo Trombetta - corrispondente da Beirut per ANSA e collaboratore di Limes, Rivista Italiana di Geopolitica - cerchiamo di capire cosa significa parlare di ricostruzione in Siria e quali sono le principali criticità da considerare.

L’ultima sfida globale: le grandi foreste naturali

COSIMO MENEGUZZO, FRANCESCO MENEGUZZO | La distruzione delle foreste naturali ha accompagnato la storia dell’Uomo fino ad oggi. Insediamenti urbani, infrastrutture, raccolta di legname, nuovi pascoli e, infine, la rivoluzione industriale hanno permesso la straordinaria espansione demografica sul nostro pianeta. Uno sviluppo che, tuttavia, sottende costi e rischi rimasti ignoti fino ad oggi. Ogni sfida geopolitica, ogni equilibrio di potenza perde di senso quando il destino della Cina dipende da quello delle foreste russo-scandinave.

Curdi contro tutti: la difficile sopravvivenza del Confederalismo Democratico nel Rojava

PAOLA GIANNETTI | La sconfitta di Daesh nel 2017 e l’avvento di Trump alla Casa Bianca ha portato gli Stati Uniti a ridefinire la propria strategia in Siria. L’annuncio del ritiro delle truppe americane è arrivato nel 2019 e ha rappresentato il semaforo verde all’operazione turca “Sorgente di pace”. Ciò ha permesso la costruzione di una safe zone lungo il confine turco-siriano utile a Erdoğan per ragioni di sicurezza nazionale e prestigio. A più di un anno dall’offensiva nel nord-est della Siria, tutte quelle zone sono occupate dall’esercito regolare turco e dalle milizie jihadiste alleate e rischiano di mettere fine in modo definitivo all’esperienza rivoluzionaria del Confederalismo Democratico del Rojava.

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