L’idea di mondo musulmano: realtà o illusione geopolitica?

VANNI ROSINI | L’idea di mondo musulmano inteso come entità culturale, religiosa e geopolitica coesa e organica al proprio interno dà forma a studi, pubblicazioni e discorsi di leader politici. Questa idea, strutturatasi nell’età della globalizzazione imperiale del XIX secolo, si è articolata seguendo un processo alterno e contraddittorio che ha progressivamente rivelato la sua illusoria natura di repertorio di simboli e discorsi contingenti, incapaci di incidere significativamente sul piano geopolitico e strategico.

Il ruolo del Sudan nel processo di normalizzazione con Israele

LORENZO VILLANI | La caduta del regime autoritario di Omar al-Bashir ha rappresentato un punto di discontinuità nella storia del Sudan. Dal 2019, infatti, il Paese è tornato ad affacciarsi sul panorama globale. Tale ritorno sulla scena internazionale è caratterizzato da molteplici peculiarità e sfide che il Sudan è chiamato ad affrontare. Fra queste, il processo di ricostruzione di una rete di legami internazionali rappresenta una componente fondamentale. Il governo di transizione, chiamato a guidare il Paese nella fase post-rivoluzionaria, ha iniziato a muovere i primi passi inserendosi all’interno del processo di normalizzazione con Israele. Tale processo, però, mostra numerose ambivalenze e contraddizioni che emergono soprattutto in rapporto al tessuto sociale e al contesto storico del Paese.

La politica estera della Turchia dal kemalismo al neo-ottomanesimo

CHIARA CORRADI | L’azione estera turca nella regione mediterranea e medio-orientale sorprende per l’inedita assertività e, soprattutto, perché rischia di alienare il paese dagli alleati occidentali e di isolarlo vis-à-vis gli altri attori dell’area. Il cambiamento di rotta turco però non è casuale né risponde a velleità particolari di Erdogan, ma fa parte di una visione strategica più ampia. La Turchia sogna di riacquistare un peso internazionale in un mondo oggi caotico, multipolare e molto diverso da quel che era alla fine della Guerra Fredda.

La ricostruzione in Siria – Intervista a Lorenzo Trombetta a cura di Beatrice Gori

Il 15 marzo 2021 ricorre il decimo anniversario dall’inizio delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad e lo scoppio della guerra. Il conflitto non è oggi ancora concluso e la Siria vede sul suo territorio la presenza di numerose forze statuali e non statuali. Con Lorenzo Trombetta - corrispondente da Beirut per ANSA e collaboratore di Limes, Rivista Italiana di Geopolitica - cerchiamo di capire cosa significa parlare di ricostruzione in Siria e quali sono le principali criticità da considerare.

L’ultima sfida globale: le grandi foreste naturali

COSIMO MENEGUZZO, FRANCESCO MENEGUZZO | La distruzione delle foreste naturali ha accompagnato la storia dell’Uomo fino ad oggi. Insediamenti urbani, infrastrutture, raccolta di legname, nuovi pascoli e, infine, la rivoluzione industriale hanno permesso la straordinaria espansione demografica sul nostro pianeta. Uno sviluppo che, tuttavia, sottende costi e rischi rimasti ignoti fino ad oggi. Ogni sfida geopolitica, ogni equilibrio di potenza perde di senso quando il destino della Cina dipende da quello delle foreste russo-scandinave.

Curdi contro tutti: la difficile sopravvivenza del Confederalismo Democratico nel Rojava

PAOLA GIANNETTI | La sconfitta di Daesh nel 2017 e l’avvento di Trump alla Casa Bianca ha portato gli Stati Uniti a ridefinire la propria strategia in Siria. L’annuncio del ritiro delle truppe americane è arrivato nel 2019 e ha rappresentato il semaforo verde all’operazione turca “Sorgente di pace”. Ciò ha permesso la costruzione di una safe zone lungo il confine turco-siriano utile a Erdoğan per ragioni di sicurezza nazionale e prestigio. A più di un anno dall’offensiva nel nord-est della Siria, tutte quelle zone sono occupate dall’esercito regolare turco e dalle milizie jihadiste alleate e rischiano di mettere fine in modo definitivo all’esperienza rivoluzionaria del Confederalismo Democratico del Rojava.

La conversione di Santa Sofia come rappresentazione della nuova Turchia secondo Erdoğan: svolta verso Oriente?

BEATRICE GORI | Il 9 luglio 2020 il Consiglio di Stato turco ha revocato dopo più di ottanta anni lo status di museo alla basilica sconsacrata di Santa Sofia trasformandola in moschea. La conversione fornisce una rappresentazione del processo di mutamento in direzione islamico-panturca che la Turchia sta attraversando sia sul piano interno sia su quello delle relazioni internazionali. Con l’adozione di una strategia muscolare nel Mediterraneo allargato e il tentativo di imporsi come leadership dell’area mediorientale sunnita, Erdoğan prova a spaventare i paesi occidentali. Tuttavia, non è chiaro quanto Ankara voglia irrimediabilmente rompere con gli alleati NATO e quanto invece non si limiti a semplici provocazioni mosse da strategia e opportunismo.

Le Compagnie Marittime e il commercio internazionale: il superamento della Teoria dei Giochi?

AMBRA CAPPELLINI | Il sistema dei traffici marittimi si trova ad affrontare una nuova sfida, l’atteggiamento collaborativo delle Compagnie Marittime sembra promuovere una tendenza alla riduzione dei traffici ed un aumento dei costi. La nuova collaborazione tra le compagnie marittime rappresenta il superamento della Teoria dei Giochi? Quanto potrà perdurare la collaborazione tra soggetti naturalmente predisposti alla competizione?

La Grande Muraglia di Sabbia: isole artificiali in acque contese e strategie ibride nel Mar Cinese Meridionale

MARTINA LUCACCINI | Il significato geostrategico del Mar Cinese Meridionale ha trasformato le sue controversie da regionali ad internazionali. Il contenzioso è alimentato dalla rivendicazione ed occupazione di ampie porzioni di territorio da parte della Repubblica Popolare Cinese, sulla base della cosiddetta Nine Dash Line del 1947. La progressiva costruzione e militarizzazione di isole artificiali nella regione illustra l'ampio obiettivo strategico di Pechino: esso è parte di una strategia ibrida che sfrutta le zone grigie presenti nel Mar Cinese Meridionale. Sebbene le autorità cinesi dichiarino che le attività sui reefs artificiali abbiano la sola funzione di aggiungere un anello di sicurezza necessario all’interno del Mar Cinese Meridionale, la Grande Muraglia di Sabbia consente a Pechino di proiettare la propria potenza in primis all’interno della regione e, successivamente, nelle profondità del Pacifico.

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