La comparsa di un nuovo oceano intorno al Polo Nord sta innescando una vera e propria corsa globale. Vecchie dinamiche tipiche da Guerra Fredda stanno riprendendo sempre più vigore e le grandi potenze non sono assolutamente disposte ad arretrare. La posta in gioco, questa volta, è l’Artico e le sue immense risorse ittiche e minerarie. Per non parlare delle sconfinate riserve di petrolio e gas naturale nascoste sotto la tenera coltre di ghiaccio che ricopre la regione, ormai prossima allo scioglimento a causa del surriscaldamento globale.
North Kivu: Old Forces Resurface and New Forces Threaten the Stability and Geopolitical Balance
In North-Kivu, a region in eastern Congo along the border with Uganda, the level of violence escalated during the past few weeks. What elements are destabilizing the geopolitical balance of the region? The area traditionally suffers from the presence of numerous armed groups, widespread poverty, the race to exploit the land’s natural resources, and new cases of Ebola virus. This article aims to underline the new factors that play a major role in the current North Kivu.
Tra cingoli e diplomazia: uno sguardo su Vostok 2018
Breve resoconto di una delle più grandi esercitazioni militari della storia russa, con tutte le implicazioni belliche e geopolitiche che ne conseguono.
Urban Warfare
Gli eserciti hanno da sempre cercato di evitare il combattimento in aree urbane, un compito ingrato, faticoso ed estremamente rischioso. Una necessità, alle volte, inevitabile. I trends demografici suggeriscono che nel futuro sempre più guerre saranno combattute in ambienti urbani e ciò sarà dovuto ad una crescita esponenziale della popolazione mondiale ed all’urbanizzazione che ne seguirà. Gli eserciti si stanno adattando a queste nuove esigenze, ricorrendo ad una tecnologia sempre più avanzata ed a sistemi d’arma sempre più sofisticati. La componente umana resta tuttavia indispensabile: valide teorie, efficienti addestramenti ed un’impeccabile preparazione risulteranno, oggi come domani, il vero discrimine fra la vittoria e la sconfitta.
Il nuovo hub geopolitico nel conflitto russo-ucraino: il Mare d’Azov
La crisi fra Russia e Ucraina non accenna a diminuire. Nuovi scenari e nuovi interessi geopolitici sembrano oggi infiammare il focolaio mai sopito di una crisi che violenta bussa alle porte d’Europa. Il Mare d’Azov il nuovo ago della bilancia.
Il dilemma uiguro quale sfida locale alla realizzazione del China-Pakistan Economic Corridor (CPEC)
Da molti decenni, la Regione Autonoma dello Xinjiang è interessata dal conflitto tra il governo centrale e i cinesi autoctoni di etnia uigura. Il braccio armato e radicale dell’indipendentismo uiguro è rappresentato dall’Est Turkistan Islamic Movement (ETIM), organizzazione terroristica di matrice islamica che ha condotto numerosi attentati in diverse zone del paese. Il successo dell’ambizioso progetto del China-Pakistan Economic Corridor (CPEC) dipenderà molto dalla capacità della Cina di risolvere una volta per tutte il dilemma uiguro.
La proiezione cinese nell’Oceano Indiano come vettore d’instabilità geopolitica della regione
La Cina sta espandendo le sue operazioni militari per soddisfare e proteggere i suoi interessi all'estero. L’economia cinese è fortemente dipendente dalle rotte commerciali che attraversano l’Oceano Indiano, che funge da crocevia indispensabile, in particolare per gli approvvigionamenti energetici.
Grand Ethiopian Renaissance Dam: The Project Over the Nile That Makes Neighborhood Relations Turbid
The works for the new dam over the Nile are 65% complete. In the end, this is going to change the geopolitical balance of the region. The project, strongly promoted by Ethiopia, is seen as a threat by Egypt, leaving the relations between the countries tensed.
Aux Armes! La posizione francese nel conflitto siriano
La partecipazione francese all'azione di metà aprile riflette l’intenzione di Parigi di modificare a proprio favore gli attuali equilibri di potenza in Siria e nel resto della regione.
L’Europa ha un’anima nera? L’avanzata dell’estrema destra oggi
In un recente intervista all'Espresso, il politologo Marco Tarchi afferma che "la società è attraversata da un profondo senso di disagio. I partiti tradizionali e i nuovi populismi non danno risposte convincenti – e per questo motivo – le persone decidono di affidarsi a portatori di ipotesi più radicali". Così per l’Europa avanti a destra, anzi a estrema destra.
